Ambiti d′intervento

Disturbi depressivi

Periodi di persistente tristezza, perdita di energia, senso di vuoto, oscillazioni dell’umore o difficoltà a provare interesse e piacere nella vita quotidiana. Le alterazioni dell’umore non riguardano soltanto il tono emotivo, ma investono spesso il senso di continuità interna, la fiducia in sé e negli altri, il rapporto con il tempo e con il futuro. In alcuni momenti la sofferenza può esprimersi come rallentamento, ritiro e perdita di slancio; in altri come inquietudine, irritabilità o instabilità emotiva. Il lavoro terapeutico offre uno spazio in cui questi vissuti possono essere accolti e progressivamente compresi nel loro significato personale. Attraverso il percorso diventa possibile riavvicinarsi alle proprie risorse vitali, rendere più pensabili gli stati interni più dolorosi e ritrovare, nel tempo, una maggiore continuità affettiva e senso di movimento nella propria vita.

Psicoterapia individuale

La psicoterapia psicoanalitica è indicata per coloro che sono alla ricerca di una comprensione più profonda dei meccanismi inconsci che determinano i loro sentimenti e i loro comportamenti. Oltre alla costante attenzione alle problematiche e al funzionamento attuale prende in considerazione i trascorsi personali e familiari, con particolare attenzione alla ripetizione nel presente di dinamiche (pattern) relative al passato.
L’obiettivo è quello di rendere le persone più consapevoli dei propri limiti e delle proprie capacità. E di conseguenza saper individuare e mettere in atto i cambiamenti necessari.

Disturbi di personalità

Disturbi e vulnerabilità di personalità
Alcune persone sperimentano modalità relazionali e affettive rigidamente organizzate e fonte di sofferenza. Tali configurazioni possono esprimersi attraverso dipendenza affettiva, fragilità narcisistica, oscillazioni emotive intense, impulsività, vissuti di vuoto o persistente instabilità nei legami e nell’immagine di sé.
La prospettiva psicoanalitica considera queste manifestazioni come espressione di assetti interni consolidati nel tempo, radicati nelle prime esperienze relazionali e riattualizzati nel presente. Il lavoro terapeutico si concentra sull’esplorazione dei significati inconsci, delle dinamiche transferali e delle modalità con cui l’esperienza emotiva viene vissuta, difesa o agita.
All’interno della relazione terapeutica diventa progressivamente possibile trasformare configurazioni ripetitive e poco flessibili, favorendo una maggiore integrazione del mondo interno, una più stabile continuità del senso di sé e una più libera capacità di stare nelle relazioni.

Disturbi alimentari

“Non è mai solo fame di cibo, ma fame di sollievo, di confine, di esistenza.”
Il rapporto con il cibo, il corpo e l’immagine di sé possono esprimersi attraverso restrizione, abbuffate o modalità di alimentazione vissute come fuori controllo e rituali.
Negli ultimi anni si osserva con crescente frequenza una sofferenza centrata sull’immagine corporea, caratterizzata da intensa insoddisfazione per parti specifiche del proprio aspetto, vissute come difettose o inaccettabili. Possono comparire vergogna, ritiro, bisogno di controllo o comportamenti ripetitivi di verifica e confronto.
Queste manifestazioni, spesso intrecciate alle difficoltà nel rapporto con il cibo e con il corpo, rimandano a una fragilità dell’immagine di sé particolarmente esposta allo sguardo dell’altro. Il lavoro terapeutico aiuta a comprenderne il significato emotivo e a costruire nel tempo un rapporto con il proprio corpo meno persecutorio e più abitabile.
Nella prospettiva psicoanalitica, il sintomo alimentare non viene letto solo come comportamento da correggere, ma come un linguaggio del corpo che prende forma là dove l’esperienza emotiva fatica a trovare parola. Il lavoro terapeutico offre uno spazio in cui ciò che si è depositato nel rapporto con il cibo può essere pensato, riconosciuto e trasformato.
Attraverso la relazione analitica diventa possibile avvicinare i nuclei di sofferenza sottostanti, rendere più tollerabili gli stati interni e costruire, nel tempo, un rapporto con il corpo e con il nutrimento meno segnato dal controllo, dall’urgenza o dal vuoto.

Disturbi d′ansia

Le diverse forme dell’ansia vanno dall’allarme diffuso agli attacchi di panico, dalla preoccupazione persistente alla tensione corporea — che possono restringere lo spazio di vita e di pensiero della persona.
In una prospettiva psicodinamica, l’ansia è considerata un segnale significativo del funzionamento psichico: non solo un eccesso da contenere, ma un messaggio che parla di stati affettivi difficili da mentalizzare, di conflitti interni o di esperienze relazionali che eccedono le attuali capacità di regolazione.
Il lavoro terapeutico offre uno spazio affidabile in cui l’esperienza ansiosa può essere accolta, pensata e progressivamente resa più tollerabile. Nel tempo diventa possibile ampliare la capacità di stare nelle proprie emozioni senza esserne travolti, ritrovando continuità interna, respiro e libertà di movimento nella propria vita.

Psiconcologia

La malattia oncologica irrompe spesso nella vita come un’esperienza radicalmente sconvolgente: interrompe la continuità biografica, incrina il senso di invulnerabilità del corpo e costringe la persona a confrontarsi, talvolta bruscamente, con dimensioni di incertezza, dipendenza e finitudine che fino a quel momento potevano restare sullo sfondo.
Accanto al percorso medico si apre un lavoro psichico complesso. L’esperienza della diagnosi e delle cure può riattivare angosce profonde, vissuti di estraneità corporea, smarrimento identitario, oscillazioni emotive intense e riorganizzazioni nei legami familiari e affettivi. In alcuni momenti — come le fasi di attesa, i passaggi terapeutici o l’eventuale recidiva — il carico psichico può farsi particolarmente acuto.
In una prospettiva psicodinamica, lo spazio di consultazione offre un luogo protetto in cui l’esperienza della malattia può essere pensata e simbolizzata, senza essere ridotta alla sola dimensione medica. Il lavoro clinico è orientato ad accompagnare la persona nel dare senso a ciò che accade sul piano emotivo e corporeo, sostenendo i processi di adattamento e la possibilità di mantenere, anche dentro la malattia, una continuità del senso di sé.
Quando necessario, il percorso si integra con la rete oncologica e con l’équipe curante, mantenendo.

Psicoterapia dell′Adolescente

L’adolescenza è il tempo in cui il ragazzo è chiamato a separarsi dalle certezze dell’infanzia per iniziare a costruire una propria identità. Il corpo cambia rapidamente, la sessualità si affaccia con forza, i riferimenti familiari vengono messi alla prova. È un passaggio necessario ma delicato, in cui l’equilibrio interno può diventare instabile.
In questa fase possono comparire momenti di smarrimento, oscillazioni emotive intense, ritiro, comportamenti impulsivi o difficoltà legate al corpo e all’alimentazione. Non sempre è facile distinguere ciò che appartiene alla fisiologia della crescita da segnali di una sofferenza più profonda. Anche i genitori possono sentirsi disorientati di fronte a cambiamenti improvvisi o a chiusure inattese.
La consultazione con l’adolescente nasce proprio per fare chiarezza: uno spazio di ascolto competente in cui comprendere il significato della crisi in atto e valutarne la direzione evolutiva. Quando opportuno, il lavoro prevede anche momenti di confronto con i genitori, per aiutarli a sostenere il percorso del figlio senza sostituirsi ad esso.
Spesso già la possibilità di essere pensato e compreso permette all’adolescente di rimettere in moto le proprie risorse evolutive. Nei casi in cui la sofferenza risulti più radicata, può essere indicato l’avvio di un percorso terapeutico, costruito insieme e rispettoso dei tempi e della motivazione del ragazzo.

Psicoterapia del giovane adulto

Giovane adulto è un termine recentemente comparso nella psicoanalisi e successivamente introdotto nel vocabolario comune per indicare il periodo della vita che va dalla tarda adolescenza all’età adulta.
Essendo oggi l’età adulta una fase della vita meno stabile e prevedibile di quanto non fosse in passato, i giovani adulti si trovano di fronte a compiti evolutivi in cui l’elaborazione di progetti per la realizzazione di sé in ambito personale, relazionale e professionale e la separazione dalla famiglia d’origine possono comportare un fisiologico senso di dubbio, incertezza e vulnerabilità.
È un ciclo della vita ricco di importanti acquisizioni ma anche di grandi sfide. Il disagio può esprimersi in modi diversi: difficoltà affettive e relazionali; confusione identitaria; dipendenze da internet; dipendenze o abuso di alcol e droghe; disturbi alimentari e attacchi al corpo; blocchi o abbandoni del percorso formativo di studio o di lavoro; ritiro sociale; ansia, attacchi di panico, depressione.
La psicoterapia può rappresentare per il giovane adulto l’occasione di essere sostenuto nel processo decisionale in vista della costruzione del futuro. L’esperienza del “pensare insieme” a una persona competente funziona infatti come stimolo a riflettere e a raggiungere una migliore consapevolezza delle proprie paure, dei propri desideri e dei propri obiettivi.